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Un'altra realtà


La rottura col positivismo e la disgregazione della classe intellettuale dopo la delusione del 1848 portò l'affermarsi dell'avvento delle avanguardie.


La sconfitta della Comune di Parigi nel 1871 e la constatazione che non tutto il popolo era dalla parte del popolo fa sì che gli artisti trovino ispirazione in tutto ciò che li aiuti ad allontanarsi dalla realtà, da un mondo che non comprendono.


La spinta all'evasione approda nei lidi arcadici più sicuri della classicità, del Rinascimento ma anche nel folclore contadino.


Da una parte della Manica sorge il gruppo dei preraffaelliti e dall'altra i simbolisti, intenti a trovare sotto la realtà apparente un'altra più profonda e misteriosa.


Il fascino di una visione nuova viene dall'arte negra delle civiltà africane, orientali o amerindie di quelle oltreoceano; sono linee essenziali, semplici ma nello stesso tempo nette, decise. Linee energiche sviluppavano in loro forza di comprensione, sinteticità e espressione che sentono pulsare nei bisogni delle loro anime ma che non riuscivano ad essere condivise nella società.


L'artista prova la solitudine, l'incomprensione; inizia ad avere una visione delle cose che non corrisponde a quel sentire comune della gente, figlio del benessere della seconda rivoluzione industriale.

Gli aspetti trascendenti del primitivismo, della classicità, dell'infantilismo fungono da aspetti di purezza dove rifugiarsi dal mondo borghese: non ne condividono stili di vita né obiettivi politici né ideali.


Gli artisti che provavano le stesse frustrazioni passano da episodi singoli, fatti di provocazione e protesta, all'organizzazione di movimenti di rivolta: tutti sotto la grande ala degli ideali della sinistra proletaria internazionalista.


Marx è morto nel 1883 ma la presa del Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo, sede del governo russo, dà inizio alla grande Rivoluzione d’ottobre guidata da Vladimir Lenin che portò l'instaurazione dell’Unione Sovietica e per la prima volta nella storia un regime comunista che riaccese le speranze della classe intellettuale e di quella proletaria.


I miti socialisti sembrava si fossero spenti di fronte al benessere economico borghese sempre più diffuso e che non fece più lottare uniti a difesa degli umili ma non era così.




Pier Paolo Piscopo

Ƹ̴Ӂ̴Ʒ




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