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Armonia e Tensione: L'Arte di Jerzy Nowosielski e la Donna come Medium Esistenziale

Aggiornamento: 4 dic 2023

La mostra L’arte di Jerzy Nowosielski: una donna, una spiaggia, uno strumento di tortura, una strada…. presenta 20 serigrafie dell’artista provenienti dagli anni ’90 del XX secolo ed è organizzata dall’Istituto Polacco di Roma. La curatrice della mostra Maria Anna Potocka scrive:


Jerzy Nowosielski è un’arca dell’alleanza tra la cultura ortodossa e quella cattolica. Ha rielaborato le regole di entrambe le religioni a proprio vantaggio. Ha preso da ciascuna di esse ciò che vi era di sublime e mistico. Non aveva paura del peccato. Era un sognatore sessuale. La donna, nelle sue diverse incarnazioni, è la protagonista della sua arte. Appare come una santa o una dea, a volte come il comandante di una nave o una ginnasta, nelle versioni più estreme come traditrice o vittima. Nowosielski amava le donne e le tormentava, perché esse suscitavano in lui l’estasi mistica e il desiderio fisico. La donna nella sua arte è un medium esistenziale. Dietro questo fascino artistico si cela una passione spirituale derivata dalla sua ammirazione per la bellezza e la perfezione femminile.

Ci sono, per chi ha l’uopo di dilettarsi con la desueta arte dello scrivere, alcuni momenti in cui scrivere diventa un bisogno, non solo un passatempo, almeno se inteso come trastullo.


Uno di quei momenti mi sta attraversando ora le vene, come succede quando mi avvicino all'arte contemporanea soprattutto, sento un aumento della salivazione che trafora le membrane cellulari, correndo senza inibizioni dall’amigdala fino alle ossa carpali del polso e poi giù fino alle falangi dell’indice e del pollice. Questo mi fa inondare la carta stampata sulla quale poggio la penna, come penso sia intuibile dall’inutile introduzione che è stata appena scritta.


Comunque quando sono entrato nell’androne dell’Istituto polacco di Roma, dove erano esposte le opere, le serigrafie degli anni '90, mi sono subito reso conto di essere in prossimità di un artista destinato a diventare presto un classico dell'arte contemporanea, anche se la notorietà non ne è ancora diffusa, conosciuto soprattutto com’è in patria o tra gli appassionati di storia dell’arte. Jerzy Nowosielski, nato nel 1923 sotto la costellazione del Capricorno, ha condotto una vita sregolata, nonostante sia stato più volte professore d’accademia, prima di decorazione di tessuti e poi di pittura. La vita dell'artista è stata afflitta dall’alcoolismo; Jerzy è vissuto intensamente fino alla sua morte, avvenuta recentemente nel 2011. Non era raro trovarlo nei bar, scambiare un dipinto per una bottiglia di vodka, secondo la testimonianza della critica Maria Anna Potocka.



Jerzy Nowosielski
Jerzy Nowosielski



Passando alla critica d'arte della sua opera e al motivo per cui sta lasciando un segno nella storia dell’arte contemporanea, lo stile di Jerzy Nowosielski è relativamente giovane. Non possiamo collocarlo nello stile pittorico astratto prevalente della contemporaneità ma nemmeno in un figuratismo classico. La sua è una sintesi tra le due concezioni e interpretazioni del reale. Nowosielski si muove tra questi due modi di rappresentare e, il suo distillato, è il riassunto che un laico potrebbe fare della dualità di sacro e profano, ma che non a caso maschera la sua anima trovando rifugio nell’iconicità del religioso greco e ortodosso.


Il suo cammino si muove su una visuale che tradisce l'espressionismo a cui di primo acchito sentiamo di accostarlo per dirigersi verso un surrealismo pittorico dell'iconicità religiosa, d'ispirazione ortodossa ma di cultura cattolica e che inclina infine a Rothko ma senza saturare completamente la visione estetica. La sua astrazione si ferma dinanzi alla mistica dei suoi sogni sessuali, nell’atto di denuncia personale e critica che muove nei suoi dipinti, ne è evidente la necessità di farsi comprendere. La sua pittura per questo motivo è autentica e sincera, perché si scorge un bisogno personale di espressività che trova concetto nella sua musa, la femme, motivo e abnegazione. La donna per lui è uno sfogo delle sue compulsioni, ne ha una visione artistica unica, parallela e opposta a quella pittorica di Modigliani, le cui figure sfingee dei dipinti senza occhi ne custodiscono comunque un'anima. Novosielski è come se ne vivesse l’incarnazione nella salvezza e nel martirio di Cristo sulla tela, riversando tutta l’ammirazione e la gelosia che nutre, nella comparsa e nella compassione della sua passione che vive come una lenta e atroce agonia.



Jerzy Nowosielski
Jerzy Nowosielski, nuotatrice, 1998


Le sue figure sono sagome, siluette senza occhi, bocche e orecchie, canali di comunicazione con l’esterno per antonomasia. La dimensione erotico-mistica pone l'accento, attraverso un'esposzione classica, della femminilità in arte a suo modo unica; c'è una bellissima frase di Susan Sontang, saggista e scrittrice statunitense, che, in un'intervista publicata postuma Oltre la letteratura scrive una semplice frase ma geniale:


“ciò che più è bello e sensuale in molti uomini virili è qualcosa di femminile; ciò che più è bello nelle donne con femminilità è qualcosa di virile.”

Vengono accentuati seni, fianchi e tacchi, quasi a voler avvicinare la donna a Dio nel potere che ha sull'uomo, mostrandone però solo il lato erotico, non personale. L’artista non dipinge altro di riconoscibile, come se non ne volesse ammettere una soggettività presente. La figura della donna diviene quindi una presenza-assenza ostile, che lo eccita, ma non lo accoglie. Nella storia dell'arte moderna non è così consueto. Pur ponendole comunque al centro di una visione religiosa e spirituale, le donne ritratte sono oscure e focomeliche, come se fossero portali per un aldilà misterioso della coscienza, viatici a cui il pittore affida tutte le speranze e le colpe che la vita gli ha fornito, ma che non promettono salvezza per l’individuo maschio se non nella dimensione del loro istinto. Icona dell'arte polacca, Jerzy Nowosielski, ritrae il messaggio con il mezzo che usa, le sue campiture di colori sono piatte, senza profondità, prospettiva o sfumature , quasi ad indicare la povertà e la semplicità in cui la sua opera si pone e il messaggio di denucia che gli affida, ma anche per richiamare la classicità delle icone religiose originali, come sono sempre state raffigurate.


La notorietà internazionale di Jerzy Nowosielski avrà sede nell'abstarct figurativo di cui è esponente e donerà immortalità artistica alla cultura polacca e al contributo che essa ha dato nell'arte nel XX secolo.




Pier Paolo Piscopo


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